La Certosa di Parma di Stendhal: un romanzo scritto in 52 giorni nel 1838
Scritto a Parigi tra il 4 novembre e il 26 dicembre 1838 e pubblicato nel 1839, il romanzo di Stendhal ambientato nel ducato di Parma ha una certosa che compare solo nell'ultima pagina. Fatti, personaggi e adattamenti.
Pochi romanzi hanno portato il nome di Parma nel mondo come La certosa di Parma di Stendhal. Eppure, chi lo legge cercando una certosa tra le sue pagine resta sorpreso: il monastero che dà il titolo compare soltanto nell'ultima.
Il libro uscì in Francia nel 1839. Secondo la voce italiana di Wikipedia, Stendhal lo scrisse a Parigi, in rue de Caumartin 8, tra il 4 novembre e il 26 dicembre 1838, cioè in 52 giorni; la voce inglese conferma le stesse date e lo stesso numero di giorni. La prima edizione italiana è del 1855.
La storia segue Fabrizio del Dongo, un giovane nato nel 1798 secondo la voce inglese, nel mondo dei piccoli stati italiani della prima metà dell'Ottocento. Il racconto tocca Milano, Bologna e un ducato di Parma in gran parte immaginato, e si apre con un episodio celebre: Fabrizio, giovane e inesperto, assiste da spettatore alla battaglia di Waterloo, nei giorni dei Cento giorni del marzo 1815. La voce inglese ricorda che Stendhal conosceva bene quegli anni, perché aveva servito nelle campagne napoleoniche ed era sopravvissuto alla ritirata di Russia del 1812.
Intorno a Fabrizio ruotano la zia, la duchessa Sanseverina, cioè Gina Pietranera, il conte Mosca e Clelia Conti. A Parma Fabrizio finisce imprigionato nella Cittadella, nella Torre Farnese. Dalla voce inglese emergono anche il principe Ranuccio-Ernesto IV e il personaggio di Ferrante Palla. I nomi cambiano di forma, e ci sono versioni diverse: Fabrice o Fabrizio, Clélia o Clelia.
E la certosa? Secondo la voce italiana è citata solo nell'ultima pagina e non è un luogo centrale della trama. Probabilmente è immaginaria, anche se la maggior parte degli storici ritiene che Stendhal si sia ispirato alla certosa di Paradigna, cioè all'abbazia di Valserena, vicino a Parma.
Il romanzo si chiude con una dedica nota, «To the happy few», rivolta ai pochi lettori eletti. L'accoglienza critica ebbe un momento decisivo con Balzac: la voce italiana ricorda il saggio apparso il 25 settembre 1840 nel terzo numero della «Revue Parisienne», nel quale Balzac definisce il romanzo un capolavoro; la voce inglese aggiunge che lo considerava il romanzo più significativo del suo tempo.
Le trasposizioni sono diverse. Il film di Christian-Jaque è datato 1947 dalla voce italiana e 1948 da quella inglese, che indica come protagonista Gérard Philipe. La miniserie televisiva diretta da Mauro Bolognini è del 1982 per la voce italiana e del 1981 per quella inglese, in sei puntate secondo la prima. Nel 2012 è uscita una miniserie in due puntate diretta da Cinzia TH Torrini. Un'opera lirica di Henri Sauguet su libretto di Armand Lunel debuttò a Parigi nel 1939.
Queste differenze di date mostrano quanto vada tenuto aperto il confronto tra le fonti. Per un romanzo, però, la cosa importante è un'altra: Stendhal ha dato a Parma un posto nella letteratura mondiale con una storia di corte, di prigioni e di passioni, scritta in meno di due mesi.