Busseto: lo Stato Pallavicino, la Rocca neogotica e la città di Giuseppe Verdi
Capitale dello Stato Pallavicino fino al 1588, Busseto custodisce una rocca ricostruita in stile neogotico con il Teatro Verdi, la casa di Antonio Barezzi e i luoghi del giovane Giuseppe Verdi.
Vicino al Po, Busseto è una città in cui la storia dei Pallavicino e quella di Giuseppe Verdi si incontrano nello stesso centro storico. Le due voci di Wikipedia consultate la descrivono come un comune della provincia di Parma, con un centro storico che conserva una rocca, un teatro e le case dei protagonisti della giovinezza del compositore.
Il primo capitolo è politico. Secondo la voce italiana Busseto fu la capitale dello Stato Pallavicino, che la famiglia governò dal X secolo. Nel 1588 Alessandro Farnese se ne impadronì e lo unì al ducato farnesiano. La voce inglese dice che per quasi cinquecento anni la città fu capitale di quello stato, che passò poi al Ducato di Parma.
Il simbolo di questa storia è la Rocca Pallavicino, oggi sede del Comune. Le fonti non concordano sulle origini: la voce italiana ricorda che, secondo la storia della città, Adalberto Pallavicino la costruì nel 985, mentre la voce dedicata alla rocca parla dell'XI secolo. Quella inglese colloca la fondazione di una fortezza da parte di Adalberto Pallavicini nell'XI secolo e un rimaneggiamento nella prima metà del Duecento. La rocca fu ricostruita quasi interamente in stile neogotico dall'architetto Pier Luigi Montecchini: nel 1857 per la voce inglese, tra il 1857 e il 1868 per quella italiana. Anche la torre è raccontata in due modi: per la voce italiana Montecchini mantenne il mastio cinquecentesco, per quella inglese sopravvivono il mastio e la torre principale del Duecento.
Dentro la rocca c'è il Teatro Verdi. Per la voce italiana la costruzione durò dal 1856 al 1868. La voce inglese lo descrive come un teatro di 300 posti, costruito dal Comune senza l'approvazione preventiva di Verdi, che poi contribuì con un'offerta al completamento.
Verdi nacque alle Roncole, una frazione di Busseto, il 10 ottobre 1813. Secondo la voce inglese si trasferì in città nel 1824. A Busseto ebbe il suo protettore, Antonio Barezzi, che divenne anche suocero: Verdi sposò Margherita Barezzi nel 1836 nell'Oratorio della Santissima Trinità. La casa di Barezzi, in piazza Giuseppe Verdi, è dal 1979 una casa museo gestita dall'Associazione Amici di Verdi, e la voce inglese ricorda che qui il compositore tenne il suo primo concerto pubblico, nel 1830.
Nel 1845 Verdi comprò Palazzo Orlandi. La voce italiana racconta che vi abitò con Giuseppina Strepponi dal 1849 al 1851, prima di trasferirsi nella tenuta di Sant'Agata. La voce inglese precisa che nel palazzo compose «Luisa Miller», «Stiffelio» e «Rigoletto», e che la villa di Sant'Agata, commissionata nel 1848, diventò la sua residenza principale. La villa si trova in provincia di Piacenza, e non di Parma, come ricorda la stessa voce.
Altri monumenti raccontano secoli diversi. La Collegiata di San Bartolomeo Apostolo fu costruita nel 1336 sulle rovine di una chiesa più antica e ricostruita in forme gotiche sotto Rolando il Magnifico; gli interni furono rifatti in rococò verso la metà del Settecento. Il Palazzo del Monte di Pietà, eretto tra il 1679 e il 1682 da Domenico Valmagini, ospitò un'istituzione fondata nel 1537, assorbita nel 1960 dalla Cassa di Risparmio di Parma; nel 2000 il palazzo passò alla Fondazione Cariparma.
La voce inglese cita infine il Museo nazionale Giuseppe Verdi, inaugurato il 10 ottobre 2009 a Villa Pallavicino, e una statua del compositore scoperta il 10 ottobre 2013, nel bicentenario della nascita. Busseto mostra così a chi la visita tre strati sovrapposti: i Pallavicino, la rocca neogotica dell'Ottocento e la memoria di Verdi.