● Storia di Parma · 26 ottobre 2026

Angelo Mazza, il poeta di Parma che traduceva i poeti inglesi (1741-1817)

Ultimo di ventiquattro figli, allievo di Spallanzani e di Cesarotti, professore di greco, arcade con il nome di Armonide Elideo: Angelo Mazza (1741-1817) tradusse Akenside, Pope e Thomson.

Angelo Mazza fu l'ultimo di ventiquattro figli. Nacque a Parma il 16 novembre 1741 e a dodici anni era già in collegio a Reggio Emilia, dove ebbe come insegnante Lazzaro Spallanzani, il futuro naturalista. Da quel ragazzo uscì un grecista che tradusse presto Akenside, insegnò a Parma, fu censore e preside, e infine fu sepolto tra i primi nel cimitero della Villetta.

Dopo la dissertazione scientifica pubblicata nel 1760, prima sua opera a stampa, Mazza si trasferì a Padova, dove fu allievo di Melchiorre Cesarotti. Fu lui a introdurlo allo studio della lingua inglese: Mazza cominciò a leggere e a tradurre i poeti inglesi, Akenside, Dryden, Mason, Pope, Gray e Thomson. Nel 1764 uscì la sua traduzione de I piaceri dell'immaginazione di Akenside. L'anno dopo fu a Venezia per curare la stampa di un poemetto nuziale, e diventò amico di Carlo Gozzi. Nel 1767 pubblicò l'Ode sull'armonia, tratta da Pope e prima di una serie di poesie sulla musica scritte per i Filarmonici di Parma. Nel 1771 seguì l'Inno al Creatore, da Thomson.

Tornato a Parma, nel 1768 venne nominato segretario dell'Università dal ministro Guillaume du Tillot. Non fu una carriera tranquilla. Nel 1769 Mazza fu arrestato dopo uno scontro con un ufficiale, e la pena venne trasformata in un periodo di esilio a Bologna, dove frequentò Francesco Maria Zanotti. Rientrò a Parma all'inizio del 1770 e ritrovò il suo posto.

Intanto era entrato nell'Accademia dell'Arcadia, dove ogni socio prendeva un nome da pastore: il suo fu Armonide Elideo. Nel 1772 fu anche segretario della Deputazione accademica per le opere teatrali. Negli anni Settanta del Settecento ottenne la cattedra di lingua greca all'Università di Parma e nel 1775 lasciò lo stato di abate per sposare Caterina Stocchi. Ebbero tre figli.

Scrisse odi, epitalami, sonetti morali e versioni in versi, e nel 1794 raccolse le sue Poesie in due volumi. Continuò a pubblicare fino alla vecchiaia: tra il 1811 e il 1812 uscì La grotta platonica. Ebbe rapporti con il poeta Frugoni e con lo stampatore Giambattista Bodoni, e litigò con Vincenzo Monti a proposito della tragedia Aristodemo.

Poi arrivarono i francesi. Nel 1807 il governo francese lo nominò censore del Liceo di Parma, e Mazza ebbe anche uno scambio di lettere con il generale Miollis. Nel 1814, caduto Napoleone, fu tra gli incaricati di restaurare l'Università e venne nominato preside della facoltà di belle lettere. Aveva più di settant'anni.

Morì a Parma nella notte tra il 10 e l'11 maggio 1817, a settantacinque anni, dopo un attacco di paralisi. Il conte Jacopo Sanvitale, suo pronipote, pronunciò l'orazione funebre. Gli studenti pagarono un busto in suo onore, che fu collocato nell'atrio dell'Università, e il poeta fu tra i primi a essere sepolto nel cimitero della Villetta, appena costruito. Le sue Opere avevano cominciato a uscire a Parma nel 1816, e il terzo volume era già pronto quando morì.

Chi vuole conoscerlo può partire dalla traduzione di Akenside o dall'Ode sull'armonia: due testi che mostrano un poeta di Parma formato a Padova, attento ai poeti inglesi e legato alla musica della sua città.

Fonti

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