Il Battistero di Parma: settantaquattro anni per un ottagono di marmo rosa
Iniziato nel 1196, fermo dal 1216 al 1249 perché il marmo di Verona non arrivava, consacrato nel 1270: il Battistero di Parma, attribuito a Benedetto Antelami, tra portali scolpiti e una cupola a sedici spicchi.
Nell'architrave del portale nord del Battistero di Parma c'è un'iscrizione in versi latini che fissa l'inizio dei lavori: 1196. Per finirlo ci vollero settantaquattro anni, perché il marmo rosa con cui è costruito doveva arrivare da Verona, e a un certo punto smise di arrivare.
L'edificio sorge in piazza Duomo, accanto alla cattedrale, ed è considerato un punto di passaggio tra lo stile romanico e quello gotico. Il progetto viene attribuito a Benedetto Antelami, scultore e architetto, e a commissionarlo, secondo una fonte, fu il comune di Parma. Nel 1216 la costruzione era ferma al secondo ordine di logge: i contrasti politici con Ezzelino da Romano, signore di Verona, avevano bloccato le forniture di marmo. Il cantiere ripartì soltanto nel 1249, trentatré anni dopo, e il Battistero fu consacrato nel 1270.
La pianta è ottagonale, e l'ottagono, fuori e dentro, è un simbolo di eternità. L'esterno sale in quattro ordini di logge aperte di pietra rosata, con otto torrette in cima. Nel maggio 2022 la torretta più alta è stata rilevata con una scansione aerea in 3D, per sostenere i lavori di conservazione. Alla base corre un fregio di formelle a bassorilievo, lo zooforo: sirene, centauri, unicorni e animali fantastici stanno sulla stessa fascia dei segni dello zodiaco e dei lavori dei campi. Le formelle sono circa settantacinque.
I tre portali si leggono uno dopo l'altro. Quello nord, detto della Madonna, mostra l'Adorazione dei Magi. Quello ovest, del Giudizio, il Giudizio universale. Quello sud, della Vita, richiama la leggenda di Barlaam: nella lunetta compare un uomo su un albero che mangia del miele. Gli stipiti del portale nord portano gli alberi di Jesse e di Giacobbe, e l'architrave le storie del Battista. Dentro, le lunette dei portali raccontano la Fuga in Egitto, la Presentazione al Tempio e Re Davide che suona l'arpicordo.
L'interno ha sedici nicchie: tre si aprono sui portali e le altre tredici ospitano affreschi che vanno dal Duecento al Quattrocento. Poi si alza lo sguardo. La cupola ha la forma di un ombrello, è larga 23,25 metri ed è retta da sedici costoloni di marmo rosa che scendono alle colonne. Le pitture a tempera sono divise in sei fasce concentriche, con temi che vanno dal cielo stellato alle storie di san Giovanni Battista e di Abramo, fino alle stagioni e agli elementi della natura. Sull'autore e sulla data di queste pitture gli studiosi non sono ancora d'accordo.
Il ciclo dei mesi è il pezzo che alcuni considerano il capolavoro di Antelami: altorilievi dedicati ai mesi e alle stagioni. È giunto incompleto, senza estate e autunno, e forse era destinato al duomo.
Al centro c'è il fonte battesimale, ottagonale come l'edificio e di marmo veronese, fatto per il battesimo per immersione. L'altare, anch'esso di marmo rosa, si trova nella nicchia a oriente. Una seconda vasca battesimale, nella nicchia a sud-ovest, serve dal Trecento per il battesimo per affusione, cioè versando l'acqua sul capo. Più di sette secoli dopo la consacrazione, nel Battistero si battezza ancora.
Il Battistero si trova in piazza Duomo, a Parma. Gli orari e i prezzi dei biglietti cambiano nel tempo e a volte comprendono anche il Museo Diocesano: conviene controllarli sul sito ufficiale prima di andare.