● Tesori · 22 ottobre 2026

La Tabula alimentaria di Veleia: la grande lastra di bronzo romana custodita a Parma

La grande lastra di bronzo di epoca traianea, ritrovata per caso in un prato nel 1747 e portata a Parma nel 1760, racconta un antico gesto di solidarietà.

Alla fine di maggio del 1747, in un prato davanti alla chiesetta di Sant'Antonino a Macinesso, nella valle del Chero, qualcuno trovò per caso alcuni grandi pezzi di metallo. Non era un tesoro di monete, ma qualcosa di molto più raro: una lastra di bronzo coperta di scritte latine. Era la Tabula alimentaria di Veleia, oggi uno dei pezzi più preziosi del Museo Archeologico Nazionale di Parma.

Le sue misure lasciano stupiti. È alta circa un metro e trentasei e larga quasi due metri e ottantacinque, composta da sei lastre di bronzo spesse meno di un centimetro. Le stime del Settecento e dell'Ottocento parlano di un peso intorno ai duecento chili. Sulla superficie corrono lunghe colonne di testo inciso con cura.

Che cosa racconta? La tavola risale all'epoca dell'imperatore Traiano, tra il 107 e il 114 dopo Cristo, e descrive un'operazione di credito molto ingegnosa. I proprietari di terre della zona ricevevano un prestito impegnando i propri fondi; gli interessi pagati su quel prestito servivano a garantire, con regolarità, un contributo alimentare destinato a circa 280 giovani di famiglie del territorio di Veleia. In altre parole, un antico sistema di sostegno alle famiglie, costruito con regole precise e pensato per durare nel tempo.

Per chi studia la storia è una miniera: nell'elenco compaiono nomi di proprietari, di fondi agricoli, di villaggi e di confini. Grazie a questa iscrizione possiamo ricostruire com'era organizzata la campagna dell'Appennino emiliano quasi duemila anni fa.

La lastra arrivò a Parma il 26 febbraio 1760, per interessamento di Guillaume Du Tillot, segretario di Stato del Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla. Seguirono gli scavi a Veleia, condotti tra il 1760 e il 1765 prima da Antonio Costa e poi dall'erudito Paolo Maria Paciaudi, figura centrale della cultura parmigiana del tempo. Quei ritrovamenti arricchirono le raccolte di antichità della città, oggi esposte nel Complesso della Pilotta.

Sul luogo del ritrovamento, nel comune di Lugagnano Val d'Arda, si può visitare l'area archeologica di Veleia, con le fondamenta del foro e un piccolo antiquarium che ospita reperti, piante e un calco della tavola. L'originale, invece, si ammira a Parma.

Davanti a questa grande lastra viene da pensare che la generosità organizzata non sia un'invenzione moderna. Già duemila anni fa una comunità aveva capito che prendersi cura gli uni degli altri rende più solido il territorio in cui si vive, e aveva voluto scriverlo nel bronzo perché nessuno lo dimenticasse.

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