● Tesori · 22 ottobre 2026

Il Museo del Prosciutto di Parma a Langhirano, un viaggio tra sale, colline e stagionatura

Nell'antico Foro Boario di Langhirano un piccolo museo racconta il Prosciutto di Parma: il territorio, il sale, gli attrezzi dei vecchi norcini e il lavoro paziente della stagionatura.

Langhirano, una ventina di chilometri a sud di Parma, è da sempre considerata la patria del Prosciutto di Parma. Qui l'aria che scende dalle colline lungo la valle del torrente Parma ha fatto per generazioni il suo lavoro silenzioso, asciugando e maturando le cosce nelle grandi finestre dei prosciuttifici. Era naturale che proprio qui nascesse un museo dedicato a questo prodotto.

Il museo ha una casa con una storia sua. Occupa l'antico Foro Boario, l'edificio del mercato del bestiame costruito all'inizio del Novecento, quando il paese si dotò di nuove strutture, di un campo sportivo e di un ponte verso Lesignano. Il progetto originale prevedeva un cortile chiuso da due corpi a forma di C, con portico e torrette agli angoli, ma per ragioni di bilancio ne fu costruita solo metà. Per molti anni l'edificio servì da magazzino comunale. Oggi i muri di pietra, le lesene di mattoni e le capriate in legno raccontano l'architettura rurale della zona, e l'antica torretta del custode accoglie i visitatori.

Il percorso è diviso in otto sezioni. Si parte dal territorio e dall'agricoltura parmense, per capire che un grande prodotto nasce sempre da un paesaggio. Si passa poi alle razze suine e alla loro diffusione nel mondo, con quelle impiegate per il Prosciutto di Parma.

Una delle sale più curiose è dedicata al sale. Il sale è stato per secoli uno degli strumenti più preziosi per conservare il cibo, e il territorio parmense ha avuto la fortuna di avere i pozzi salati di Salsomaggiore. Nel museo si vede una raccolta di sali provenienti da tutto il mondo e un raro filmato sull'estrazione del sale da quei pozzi.

Poi c'è la sezione della norcineria, con documenti storici e un ampio campionario di antichi attrezzi dei norcini, gli artigiani che un tempo giravano le campagne e custodivano un mestiere fatto di gesti precisi. Seguono gli altri salumi tipici del parmense, l'uso del prosciutto in cucina, le tecniche di lavorazione raccontate in video e la struttura di un prosciuttificio, fino al lavoro del Consorzio che ne tutela la qualità.

Il museo fa parte della rete dei Musei del Cibo della provincia di Parma, insieme a quelli del Parmigiano Reggiano, della pasta, del pomodoro, del vino e del culatello. Messi in fila, raccontano una cosa semplice: in questa terra il cibo è cultura, memoria e lavoro di comunità.

E chi vuole può chiudere la visita con un assaggio alla Prosciutteria del museo. Perché certe storie, oltre che ascoltate, si possono anche gustare.

Fonti

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