● Tesori · 22 ottobre 2026

Rocca Sanvitale di Fontanellato: la saletta del Parmigianino e la camera ottica

Circondata da un fossato d'acqua, la Rocca Sanvitale di Fontanellato custodisce una piccola stanza dipinta dal giovane Parmigianino e un curioso gioco di specchi che porta la piazza dentro il castello.

Nel cuore della pianura, Fontanellato sembra costruita attorno a uno specchio d'acqua. Al centro del paese si alza la Rocca Sanvitale, con le sue torri rotonde e le mura merlate che si riflettono nel fossato. Nei documenti antichi quel fossato veniva chiamato "peschiera", e ancora oggi l'acqua verde accompagna chi attraversa il ponte per entrare.

La storia del luogo comincia nel XII secolo, quando i Pallavicino costruirono qui una prima rocca. Dalla fine del Trecento il complesso passò ai conti Sanvitale, che lo abitarono per secoli e lo trasformarono, a poco a poco, in una dimora signorile piena di quadri, arredi e ricordi di famiglia. Nel Novecento la Rocca passò al Comune insieme a molti dei suoi arredi, e oggi è aperta al pubblico come museo.

Il tesoro più prezioso è una stanza piccola, quasi nascosta: la saletta di Diana e Atteone. Tra il 1523 e il 1524 Galeazzo Sanvitale e la moglie Paola Gonzaga chiamarono a dipingerla un giovane pittore parmigiano di grande talento, Francesco Mazzola, che tutti conoscono come il Parmigianino. Aveva appena vent'anni e di lì a poco si sarebbe trasferito a Roma.

Le pareti raccontano un mito delle Metamorfosi di Ovidio: il giovane Atteone che sorprende la dea Diana al bagno e viene trasformato in cervo. Sopra le scene corre un pergolato di rose popolato di putti, e in alto si apre un cielo azzurro con uno specchio rotondo e la scritta latina "Respice finem", cioè "guarda alla fine". Gli studiosi ne hanno dato letture diverse: un raffinato salotto privato per la contessa, un racconto simbolico sull'amore, un messaggio da decifrare. Forse il fascino della stanza sta proprio nel fatto che ognuno ci trova qualcosa.

L'altra meraviglia della Rocca è più giocosa. In un angolo di una torre si trova la camera ottica, uno strumento dell'Ottocento fatto di specchi e lenti che proietta su alcuni pannelli l'immagine della piazza davanti al castello. Si vedono passare le persone, le biciclette, la vita del paese, in tempo reale e senza essere visti. È l'ultima tappa della visita e, ancora oggi, strappa un sorriso a grandi e piccoli.

Lungo il percorso si incontrano anche la galleria dei ritratti di famiglia, la sala da ricevimento, alcuni ricordi della duchessa Maria Luigia e un delizioso teatrino di marionette dell'Ottocento con le sue scenografie dipinte.

Fontanellato è un buon motivo per una gita fuori porta: una passeggiata attorno al fossato, uno sguardo alla saletta del Parmigianino e, prima di uscire, qualche minuto davanti agli specchi della camera ottica, a guardare la piazza come la guardavano i conti Sanvitale.

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