Pero Maça de Liçana, il cavaliere valenciano del Quattrocento che viaggiò fino al Purgatorio di San Patrizio
Nato a Valencia nel 1384, armato cavaliere a undici anni, consigliere e maggiordomo di Ferdinando I e di Alfonso V, Pero Maça de Liçana attraversò l'Europa fino all'Irlanda. Secondo Martí de Riquer avrebbe ispirato il Tirant lo Blanc.
Un Maza del Quattrocento attraversò la Francia, l'Inghilterra e l'Irlanda a quattordici anni, e secondo uno studioso avrebbe ispirato un celebre romanzo cavalleresco in lingua catalana. Si chiamava Pero Maça de Liçana i d'Alagó, ed è il protagonista di uno studio biografico di José L. Maza de Lizana Rodríguez, pubblicato nel 2017 sulla Revista de Derecho UNED.
Secondo lo studio nacque a Valencia verso la metà del 1384. Il padre, Pero Maça de Liçana, era ammiraglio d'Aragona; la madre si chiamava Isabel d'Alagó. Veniva detto «El Barbut», cioè il Barbuto, o «El Vinculador», e aveva un fratello, Blasco, che si stabilì nel Regno di Napoli. Dal padre ereditò i possedimenti del lignaggio: Mogente, Xinosa, La Font de la Figuera, Jumilla, Pinet, Monòvar, Novelda e il castello della Mola, nel Regno di Valencia.
Il lignaggio aveva già una storia di armi. Anche lo studio sulla conquista di Jumilla di Alfonso Antolí Fernández racconta di un Pedro Maza, signore di Jumilla, che nel 1363 fu fatto prigioniero a Segorbe dai Castigliani e morì in cattività nel 1364. Per lo studio sul Quattrocento era il nonno del protagonista. I due testi numerano e chiamano gli antenati in modi diversi, quindi i collegamenti precisi vanno controllati sui documenti.
Il padre di Pero morì nei primi giorni del giugno 1394 a Catania, in Sicilia, di morte naturale. Il re Giovanni I lo aveva nominato capitano generale di una flotta di ventitré navi il 14 agosto 1393. La flotta doveva sedare una rivolta in Sardegna, ma fu diretta in Sicilia in aiuto di Martino il Vecchio, duca di Montblanc, e del figlio Martino il Giovane, re di Sicilia: secondo lo studio salvò il giovane re, rifugiato nel castello di Catania.
Pero rimase orfano nel 1394. A undici anni, cinque mesi dopo la morte del padre, secondo lo studio Giovanni I lo armò cavaliere benché minorenne, come Pietro IV aveva fatto con il padre a sei anni. Lo studio sul Quattrocento parla di cinque «caballerías» concesse al padre, mentre lo studio su Jumilla racconta che nel 1366 Pietro IV regalò cinque cavalli a un Pedro Maza di sei anni, in segno di gratitudine verso suo padre: i due testi concordano sull'episodio, ma non sui termini. Il 18 febbraio 1395 la regina Violante, alla corte pontificia di Avignone, incaricò Bernat Metge, il segretario regio e scrittore, di informarsi sui fatti degli eredi di don Pero Maça: lo studio ipotizza che Metge sia stato il suo tutore.
Nel settembre 1397, a quattordici anni, entrò nel seguito di Ramón de Perellós, visconte di Perellós e Roda, amico e compagno d'armi del padre. Il viaggio partì da Avignone l'8 settembre con venti uomini e trenta cavalli e andava in Irlanda, alla grotta di San Patrizio, dove si credeva di poter conoscere le pene del Purgatorio e capire come stava l'anima di Giovanni I, morto il 19 maggio 1396. Passarono da Parigi e il 1° novembre 1397 arrivarono in Inghilterra, dove Riccardo II li ricevette per due giorni e diede loro i salvacondotti. A Dublino il conte dell'Ulster, Roger Mortimer, cercò di dissuaderli dalla discesa nella grotta, e diede loro due giovani scudieri, tra cui un Johan Talbot, che secondo lo studio avrebbe avuto la stessa età di Pero.
Da adulto servì Martino I, Ferdinando I di Antequera e Alfonso V il Magnanimo, e fu consigliere e maggiordomo degli ultimi due, con un legame stretto con l'infante Enrico. Sposò, prima del 1404, Brianda Cornell i Luna, nipote della regina María de Luna, ed ebbero tre figli: Lluís, Martí e Blanca. Rimasto vedovo, si risposò con Leonor Böil: i figli Joan Francesc e Caterina compaiono in un atto notarile del 15 gennaio 1448. Lo studio lo presenta come un guerrigliero esperto nelle lotte tra signori, che nella Valencia del Quattrocento erano una piaga.
E il Tirant lo Blanc? L'autore dello studio cita Martí de Riquer, che nel proemio di una biografia di Pero Maça, «Vida i aventures del cavaller valencià don Pero Maça», sostiene che le sue lettere di sfida e la sua vita avventurosa abbiano ispirato l'amico Joanot Martorell. La voce inglese di Wikipedia sul romanzo, scritto tra il 1460 e il 1464 e pubblicato a Valencia nel 1490, ricorda altre fonti d'ispirazione: Roger de Flor, Jaume de Vilaragut e, secondo lo stesso Riquer, Janos Hunyadi. Non nomina Pero Maça, e questa pista resta quindi un'interpretazione dello studio e di Riquer più che un dato condiviso da tutte le fonti.