● Storia di Parma · 22 ottobre 2026

Parco Ducale di Parma: storia del giardino dei duchi, dai Farnese a oggi

Nato nel 1560 come giardino privato dei Farnese, ridisegnato alla francese dai Borbone e all'inglese da Maria Luigia, il Parco Ducale è oggi il grande giardino di tutti i parmigiani.

Al di là del Ponte Verdi, oltre il torrente, il traffico resta alle spalle e cominciano viali alberati, statue e prati. Il Parco Ducale è il grande giardino del centro di Parma, ma è anche un libro di storia all'aperto: ogni epoca vi ha lasciato la sua firma.

Tutto comincia nel 1560, quando il duca Ottavio Farnese fa realizzare un giardino intorno alla sua villa, oggi conosciuta come Palazzo del Giardino. Il disegno è affidato a Jacopo Barozzi, detto il Vignola, uno dei grandi architetti del Rinascimento. Per lungo tempo il giardino resta un luogo legato alla vita della corte.

Nel 1690 Ranuccio II Farnese fa scavare davanti alla villa una grande peschiera, la vasca d'acqua che ancora oggi riflette il cielo. Era stata pensata per uno spettacolo memorabile: le feste per le nozze del figlio, con finte gare di barche sull'acqua davanti agli ospiti.

A metà del Settecento arrivano i Borbone e con loro il gusto francese. Pochi anni dopo l'arrivo di Filippo di Borbone, nel 1749, l'architetto Ennemond Alexandre Petitot ridisegna il giardino con viali geometrici, prospettive e siepi ordinate. Lo scultore Jean-Baptiste Boudard lo popola di statue e vasi ispirati al mondo classico: divinità, figure allegoriche, eleganti decorazioni che ancora oggi accompagnano chi passeggia.

Nell'Ottocento, con la duchessa Maria Luigia, arriva un nuovo cambiamento: alcune parti del parco prendono l'aspetto più libero e naturale del giardino all'inglese.

Con l'Unità d'Italia, nel 1861, il giardino passa al Comune e diventa a tutti gli effetti il giardino della città. Nel 1920 sull'isolotto della peschiera viene collocata la Fontana del Trianon, un'opera del Settecento.

Negli ultimi decenni il parco è stato restaurato per avvicinarlo al disegno settecentesco, con i viali di ippocastani e tigli, le siepi e le statue recuperate. L'ingresso è libero tutto l'anno.

La prossima volta che vi sedete su una panchina vicino alla peschiera, provate a guardarvi intorno con occhi diversi: in pochi passi si attraversano il Rinascimento dei Farnese, l'eleganza francese dei Borbone e il romanticismo di Maria Luigia.

Fonti

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