● Tesori · 22 ottobre 2026

Museo del Parmigiano Reggiano a Soragna: la storia del re dei formaggi in un casello del 1848

A Soragna, in un antico casello rotondo voluto dai principi Meli Lupi, un piccolo museo racconta come nasce il Parmigiano Reggiano e come lo si faceva un tempo, con una degustazione finale.

Alcune storie di Parma si leggono, altre si assaggiano. Quella del Parmigiano Reggiano appartiene alle seconde, e il posto migliore per ascoltarla è Soragna, nella Bassa, a una trentina di chilometri dalla città.

Il museo si trova in una corte agricola dell'Ottocento che apparteneva alla Rocca dei principi Meli Lupi. Il cuore è un casello, cioè il piccolo caseificio dove si lavorava il latte, costruito nel 1848 per volontà di Casimiro Meli Lupi. Ha una forma rotonda, insolita e bellissima, pensata per lavorare comodamente intorno alle caldaie. Nel 1963 gli furono affiancati due nuovi locali, la camera del latte e il salatoio, e il casello rimase in attività fino al 1977.

Quando chiuse, l'edificio avrebbe potuto essere dimenticato. Invece, all'inizio degli anni Duemila, è diventato un museo, con il sostegno dei consorzi di tutela del territorio. Il percorso è stato curato dallo studioso Mario Zannoni, autore di un libro dedicato proprio al Parmigiano Reggiano nella storia. È stato il primo dei Musei del Cibo della provincia di Parma, una rete che oggi racconta anche il prosciutto, il pomodoro, il salame e il vino.

Dentro si trovano attrezzi e oggetti raccolti in tutta la zona di produzione, che comprende le province di Parma, Reggio Emilia e Modena, la parte di Bologna a ovest del Reno e quella di Mantova a sud del Po. Sono strumenti databili tra la seconda metà dell'Ottocento e la prima metà del Novecento: caldaie di rame, spini per rompere la cagliata, fascere di legno per dare forma alle ruote, bilance, timbri. Ogni oggetto racconta un gesto ripetuto per generazioni, sempre uguale e sempre fatto con cura.

Il percorso segue la vita del formaggio come un viaggio nel tempo, dalle prime testimonianze fino ai giorni nostri. È un formaggio antico e famoso da secoli: già Boccaccio, nel Decameron, immaginava un paese fantastico con una montagna di parmigiano grattugiato. Il museo spiega bene come quella fama sia nata dal lavoro paziente dei casari, dal latte delle nostre campagne e da lunghe stagionature.

La visita si chiude nel modo più piacevole: con una degustazione di formaggi di diverse stagionature, per sentire con il palato quello che si è appena visto con gli occhi. Chi vuole può portarne a casa un pezzo.

Il museo ha aperture stagionali, soprattutto nei fine settimana e nei giorni festivi, e negli altri giorni si può prenotare. Il biglietto ha un prezzo contenuto: conviene controllare il calendario prima di partire.

Soragna merita il viaggio anche per la sua Rocca e per il centro raccolto. Ma il casello rotondo ha qualcosa di speciale: ricorda che la grandezza di una terra si misura anche nelle cose semplici fatte bene, ogni giorno, con le mani.

Fonti

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