● Storia di Parma · 22 ottobre 2026

Castello di Torrechiara: la Camera d'Oro di Pier Maria Rossi sulle colline di Langhirano

Costruito tra il 1448 e il 1460 sulle colline di Langhirano, il castello di Torrechiara custodisce la Camera d'Oro, una stanza dipinta che racconta un amore del Quattrocento.

Dove la valle del torrente Parma si apre verso la pianura, una collina è coronata da un profilo che sembra uscito da un libro illustrato: quattro torri, mura merlate, un borgo raccolto ai piedi. È il castello di Torrechiara, nel comune di Langhirano, giunto fino a noi in condizioni di conservazione eccellenti.

Lo fece costruire Pier Maria Rossi, nobile parmense vissuto tra il 1413 e il 1482, che per una trentina d'anni curò con pazienza le sue terre lungo le valli del Parma e del Taro. I lavori si svolsero tra il 1448 e il 1460 e trasformarono un edificio più antico in una dimora elegante, pensata per essere bella oltre che solida.

L'impianto è chiaro e armonioso: una triplice cerchia di mura racchiude un cortile quadrato, quattro torri angolari sono collegate tra loro e alla base della torre di sud-est si trova la piccola cappella di San Nicomede. Tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento il castello diventò sempre più residenza, e ricevette un loggiato da cui lo sguardo spazia sulle colline coltivate.

Il cuore del castello è la Camera d'Oro. Gli affreschi, terminati nel 1462 e attribuiti alla bottega dei Bembo, pittori cremonesi, raccontano con lo stile raffinato del gotico cortese l'omaggio di Pier Maria alla sua amata, Bianca Pellegrini. Nelle lunette i due compaiono sotto lo sguardo di Cupido; sulla volta Bianca viaggia da un castello all'altro dei Rossi, e i castelli della famiglia sono dipinti uno per uno come in un atlante illustrato. Il nome della stanza viene dalle formelle quadrate che rivestivano le pareti, decorate con foglie d'oro zecchino in cinque motivi diversi.

Nel Cinquecento il pittore Cesare Baglione aggiunse nuove decorazioni: la cappella, le sale vicine e i saloni detti degli Stemmi e degli Acrobati, dove figure agili e colorate sembrano ancora oggi muoversi sulle pareti.

Poco lontano, sempre per volontà di Pier Maria, nel 1471 nacque la Badia di Santa Maria della Neve, affidata ai monaci benedettini, che ancora oggi completa il paesaggio con i suoi edifici in pietra.

Il castello appartiene allo Stato dal 1911 ed è aperto alle visite. Il suo fascino più grande resta quello della Camera d'Oro, dove un uomo del Quattrocento volle che la sua storia fosse raccontata con i colori e con l'oro, perché durasse nel tempo.

Fonti

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