Casa natale di Arturo Toscanini a Parma: il museo nel cuore dell'Oltretorrente
In borgo Rodolfo Tanzi, oltre il torrente, c'è la piccola casa dove nacque nel 1867 uno dei direttori d'orchestra più celebri di sempre. Oggi è un museo a ingresso gratuito, donato alla città dai figli del Maestro.
Oltre il Ponte di Mezzo, tra i borghi dell'Oltretorrente, al numero 13 di borgo Rodolfo Tanzi c'è una casa che non si fa notare. Facciata semplice, stanze piccole, soffitti bassi. Eppure qui, il 25 marzo 1867, nacque Arturo Toscanini, il musicista che avrebbe portato il nome di Parma nei teatri di mezzo mondo.
La sua era una famiglia di artigiani: il padre faceva il sarto. Il talento del ragazzo si vide presto e gli valse una borsa di studio per il Conservatorio di Parma, dove studiò violoncello. È proprio come violoncellista che Toscanini partì giovanissimo in tournée con una compagnia d'opera italiana diretta in Brasile.
Lì accadde l'episodio che sembra uscito da un romanzo. A Rio de Janeiro, il 30 giugno 1886, poche ore prima di una rappresentazione dell'Aida, la compagnia si trovò senza direttore. Il pubblico era inquieto e la serata sembrava compromessa. Il diciannovenne Toscanini lasciò il suo posto in orchestra, salì sul podio e diresse l'intera opera a memoria. Fu un successo, e in quella stagione diresse in tutto diciotto opere.
Da quel debutto inatteso cominciò una carriera straordinaria. Toscanini diresse alcune prime assolute entrate nella storia della musica: Pagliacci di Leoncavallo a Milano nel 1892, La bohème di Puccini a Torino nel 1896 e Turandot, sempre di Puccini, alla Scala di Milano nel 1926. Il suo nome resta legato soprattutto al Teatro alla Scala e a un modo di dirigere rigoroso, fedele fino all'ultimo dettaglio a ciò che il compositore aveva scritto.
La casa di borgo Tanzi fu acquistata dai figli del Maestro e donata alla città. Divenne museo nel 1967, per il centenario della nascita, e nel 2007 è stata completamente rinnovata con un allestimento moderno, che usa anche suoni e immagini d'epoca.
Il percorso è diviso in sette sezioni: si parte da Parma e Toscanini, si attraversa la sua vita e il mito che lo ha accompagnato, si incontrano i compagni di viaggio, il rapporto con il disco e con i nuovi mezzi di comunicazione, gli anni della Scala e infine i ricordi personali. Tra le vetrine ci sono fotografie, documenti, oggetti di casa e registrazioni sonore, raccolti dalle diverse abitazioni in cui il Maestro visse.
Il bello di questa visita è il contrasto. Da un lato le stanze raccolte di una famiglia modesta dell'Oltretorrente, dall'altro la fama internazionale di chi vi nacque. È una piccola lezione su come lo studio, la disciplina e la passione possano portare lontano partendo da un luogo semplice.
L'ingresso è gratuito; giorni e orari di apertura vanno verificati direttamente con la struttura prima di andare. Uscendo, vale la pena fare due passi nei borghi intorno: conservano il carattere popolare della vecchia Parma.