Giuseppe Mazza, pittore milanese del Romanticismo: il giuramento di Pontida e il baciamano di un cavaliere
Allievo di Hayez e patriota nelle Cinque giornate, Giuseppe Mazza (Milano 1817-1884) dipinse «Il giuramento di Pontida», acquistato dal marchese Arconati Visconti, e il «Baciamano di un cavaliere».

Giuseppe Mazza nacque a Milano il 13 settembre 1817 e vi morì il 14 febbraio 1884. È un pittore dell'Ottocento romantico, allievo di Francesco Hayez, e il suo nome resta legato soprattutto a un quadro: «Il giuramento di Pontida». La voce del Dizionario Biografico degli Italiani, scritta da Ilaria Sgarbozza nel 2008, ricorda che fu sepolto nella cappella di famiglia a Gavirate.
La famiglia e gli studi
Era il primogenito di Carlo, ragioniere alle dipendenze del marchese Giuseppe Arconati Visconti, e aveva due fratelli: Salvatore, anch'egli pittore, e Carlo. Frequentò l'Accademia di Brera, seguendo le lezioni di Luigi Sabatelli e di Hayez, da cui prese anche lezioni private. Tra il 1838 e il 1847 soggiornò a Genova, Venezia, Firenze, Roma e Napoli.
Il giuramento di Pontida
Nel 1848 Mazza partecipò alle Cinque giornate di Milano insieme al fratello Carlo. Nei mesi intorno a quegli eventi dipinse «Il giuramento di Pontida», ispirato ai versi di Giovanni Berchet. La tela fu acquistata entro il 1849 dal marchese Arconati Visconti e nel 1851 fu esposta a Torino alla Società promotrice delle belle arti. La voce inglese di Wikipedia e la didascalia dell'immagine la datano al 1851, mentre il Dizionario Biografico la colloca nei mesi del 1848. Oggi è al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia «Leonardo da Vinci» di Milano.
Il soggetto è il giuramento che, secondo la tradizione, i comuni lombardi avrebbero pronunciato il 7 aprile 1167 nell'abbazia di Pontida, alle origini della Lega Lombarda contro Federico Barbarossa. Non è una battaglia, come talvolta si ricorda, ma un momento solenne: nel quadro un religioso in paramenti dorati regge un libro aperto e intorno a lui uomini in armatura e in vesti medievali tendono la mano. Gli storici discutono se quell'atto sia mai avvenuto: la voce inglese di Wikipedia osserva che non compare nei documenti dell'epoca e che la prima menzione è del 1505, nella «Historia Patria» di Bernardino Corio. Lo stesso tema dipinsero anche Giuseppe Diotti nel 1836 e Amos Cassioli nel 1885. Un bozzetto di Mazza, olio su cartone di 45 per 60 centimetri firmato «G. Mazza», è stato venduto a Milano da Finarte il 25 settembre 2024 per 2.193 euro.
Il Dizionario Biografico ricorda che il marchese Giuseppe Arconati Visconti fu datore di lavoro del padre di Mazza, committente di un'opera presentata a Brera e acquirente del Giuramento di Pontida. È un rapporto documentato di lavoro e di protezione: le fonti consultate non parlano di una vera amicizia.
Gli anni di Brera e la pittura di storia
Esordì a Brera nel 1846 e nel 1847. Il Dizionario cita, tra le prime opere, «I Milanesi… ritornano nella loro città distrutta da Federico Barbarossa», commissionata da Arconati Visconti, e «Le vedove di Ottone e Lanfranco da Carcano…». Seguirono dipinti di storia come «Giovanna di Napoli» (1850), «Cromwell» (1853), «Savonarola» (1856), «Masaniello» (1857), «Lucrezia Borgia e Alessandro VI» (1860) e «Colombo» (1865), e una serie di quadri sui grandi artisti e scrittori del passato: Camões (1852), Callot (1854), Rembrandt tra gli ebrei di Amsterdam (1856), Tasso (1861), Cellini (1863), Boccaccio (1865), Goldoni (1870) e Maria de' Medici (1881).
La pittura di genere e il «Baciamano di un cavaliere»
Con gli anni Sessanta e Settanta Mazza si volse alla pittura di genere: «La soppressione del monastero» (1866), «L'anticamera di don Patrizio» (1876) e «La bottega dell'antiquario» (1878). Alla fase tarda appartiene il «Baciamano di un cavaliere», dipinto tra il 1881 e il 1882 secondo il Dizionario (la voce inglese di Wikipedia indica gli anni 1878-1883) e conservato nello stesso museo milanese. Il Dizionario lo descrive come un tema galante di gusto neosettecentesco, con una tecnica vicina alla scapigliatura. Di quest'opera non esiste una fotografia con licenza libera su Wikimedia Commons: chi vuole vederla trova la scheda nel catalogo del museo.
Gli ultimi anni e dove sono le opere
Negli ultimi anni Mazza insegnò disegno al collegio Calchi-Taeggi e al Pio Istituto dei sordomuti di Milano. Le sue opere si trovano soprattutto al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia (il Giuramento di Pontida, il Rembrandt, il Masaniello e altre), alla Galleria d'arte moderna di Milano («Cellini» e «Maria de' Medici») e all'Ospedale Maggiore, la Ca' Granda, che conserva il ritratto di Carlo Borella. Per approfondire il Dizionario indica, tra l'altro, il volume «I Mazza: 1817-1964», a cura di Alberto Garavaglia (1999).